:: Le fonti di energia
Le
fonti di energia
Si possono definire fonti di energia tutte quelle sostanze capaci di liberare l’energia in esse contenuta e tutti quei fenomeni che nel loro svolgersi liberano energia.
Le risorse energetiche possono essere suddivise in varie categorie:
- I combustibili tradizionali, che comprendono la legna da ardere, gli scarti agricoli e lo sterco animale, sono usati sin da quando gli esseri umani scoprirono l'utilità del fuoco per riscaldare, cucinare, illuminare e fabbricare semplici manufatti.
- Altri combustibili sfruttati da migliaia di anni sono i trasudamenti naturali di petrolio o di catrame e gli affioramenti o strati superficiali facilmente accessibili di carbone.
Una distinzione operata comunemente è quella tra i combustibili fossili (cosiddetti perché formati da materia vegetale e animale fossilizzata, trovata in strati più o meno profondi della crosta terrestre) e i combustibili non fossili. Questi ultimi includono i tre combustibili tradizionali già menzionati (legna da ardere, scarti agricoli e sterco animale) come pure i combustibili nucleari (uranio e torio) e le varie fonti di energia rinnovabile non tradizionale (energia solare, energia idrica, energia eolica, energia geotermica, energia delle maree e energia della biomassa).
Sia tra le fonti di energia tradizionale, sia tra quelle rinnovabili ne esistono alcune, come il legno o l'energia idrica, che non possono essere utilizzate in modo intensivo, poiché l'impatto sull'ambiente di questo utilizzo non sarebbe sostenibile. Diversamente, la moderna utilizzazione di biomasse (materia organica) è basata sulla coltivazione su larga scala di alberi che crescono rapidamente (come varie specie di salice) o sulla conversione di prodotti agricoli in combustibili (ad esempio, canna da zucchero in etanolo).
Tuttavia, l'utilizzo di queste risorse, apparentemente più rinnovabili di altre, può comunque avere effetti sfavorevoli sulla biodiversità, sugli habitat naturali, sulle caratteristiche del paesaggio e sulla qualità del terreno, dell'acqua e dell'aria. Ad esempio, gli impianti per la produzione di energia geotermica possono sprigionare anidride carbonica, solfuro di idrogeno e mercurio, mentre quelli sperimentali per lo sfruttamento dell'energia ricavata dalle maree possono distruggere o alterare in maniera permanente gli habitat degli estuari.
Le forme di energia rinnovabile presentano, tuttavia, due importanti vantaggi sui combustibili fossili: non producono, o perlomeno non nella stessa quantità, emissioni ritenute dannose (soprattutto zolfo, ossidi di azoto, particelle in sospensione, benzene e composti organici volatili) e, inoltre, non emettono gas che contribuiscono all'effetto serra, oppure lo fanno in quantità tali da essere facilmente compensate dall'accrescimento naturale delle piante. Le piante crescono, infatti, "sequestrando" il carbonio contenuto nell'anidride carbonica emessa nei moderni processi di biomassa. I gas responsabili dell'effetto serra sono immessi nell'atmosfera dalla conversione e dall'uso di combustibili fossili oltre che dalla combustione della biomassa. Sebbene parte di questi gas sia assorbita dagli oceani e dal terreno, il resto, per un periodo variabile di tempo, va ad aumentarne la concentrazione atmosferica.
Carbon fossile, petrolio greggio, gas naturale, biomassa, energia idroelettrica, energia solare, energia eolica e calore forniscono tutti energia primaria, ricavata o estratta direttamente da fonti naturali. Di solito, ma non sempre, l'energia primaria deve essere convertita in energia secondaria: elettricità, benzina per automobili, combustibile per aeroplani, cherosene e gasolio per illuminazione e per riscaldamento, carbone vegetale ecc. La conversione richiede impianti e tecnologie complessi: raffinerie di petrolio, centrali elettriche alimentate a carbone o a gas, centrali nucleari, celle fotovoltaiche ecc. A questa fase, segue la distribuzione della forma finale (dell'elettricità attraverso la rete di distribuzione, della benzina in autocisterne) e l'applicazione dell'energia a un apparecchio utilizzatore (una cucina a gas, una lampadina, un forno, un'automobile, un aereo) per fornire il servizio energetico richiesto (riscaldare, illuminare, muoversi ecc.).
La trasformazione finale dell'energia da parte dell'apparecchio utilizzatore viene chiamata conversione in energia utile .




