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La
finanziaria 2009: Decreto anticrisi: più difficile ottenere sgravi
fiscali per chi risparmia energia
In
merito al decreto anticrisi ........ Il decreto, pubblicato domenica
mattina sulla Gazzetta ufficiale e quindi operativo dal 30 novembre,
rende molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni
fiscali del 55% delle spese sostenute per installare un pannello
solare termico, sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare
gli infissi
alle finestre. Il decreto prevede infatti che per le spese sostenute
dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all'Agenzia
delle entrate, solo per via telematica, «un'apposita istanza per
consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto
dei limiti di spesa complessivi».
L'Agenzia delle entrate esamina le domande secondo l'ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento «l'assenso si intende non fornito» e il cittadino non potrà usufruire della detrazione. Per le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell'Agenzia delle entrate, l'interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall'imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino a un massimo di 48 mila euro da ripartire in dieci rate annuali.
Il Governo italiano è contro le rinnovabili. E' soltanto l'ultima iniziativa del Governo per dissuadere i cittadini ad investire nelle rinnovabili ed il risparmio energetico, l'intenzione si era capita già con l'annullamento dell'obbligo di presentare la certificazione energetica nelle compravendite degli immobili si è poi manifestata anche in Commissione Europea con pacchetto 20 20 20.
Pubblichiamo a seguito l'editoriale di Gianni Silvestrini estratto dal portale della rivista QualEnergia:
<< Il Governo ostacola la detrazione fiscale del
55% per interventi di efficienza energetica e rinnovabili. Un provvedimento
assurdo
perché comporterà entrate
minime nelle casse statali e annullerà notevoli benefici economici
diffusi. C'è un settore nel quale l'appello di Berlusconi a non
ridurre gli acquisti rimarrà disatteso. Parliamo delle tecnologie
per il risparmio energetico - caldaie a condensazione, solare termico,
infissi, isolamento termico, pompe di calore efficienti, caldaie
a biomassa - per le quali si utilizza la detrazione fiscale del
55%. Si tratta
di una norma introdotta da Bersani che stava ottenendo un buon
successo come dimostrano i 230.000 interventi realizzati tra il
2007 e il 2008
con riduzioni delle importazioni di combustibili e delle le emissioni
di CO2. Lo slancio nei comparti dell'efficienza ha poi evidentemente
comportato benefici economici e occupazionali per le aziende del
settore. Si possono stimare in 0,5 miliardi di euro le maggiori
entrate derivanti
dall'emersione del lavoro sommerso e dall'incremento dell'Iva,
una cifra cioè dello stesso ordine di grandezza dei maggiori incentivi
per l'efficienza energetica. Le mancate entrate legate al passaggio
dalla detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie alla
detrazione del
55% per gli interventi legati all'efficienza energetica sono
infatti stimabili in 0,63 miliardi euro nel biennio 2007-8. Questi
numeri
evidenziano come, anche dal punto di vista strettamente economico,
il
provvedimento
comporta un impatto minimo sulle casse dello Stato, oltre a garantire
minori importazioni di combustibili e un taglio delle emissioni.
Secondo il decreto legge
185/2008 approvato venerdì 28 novembre dal Governo, l'accesso
agli incentivi passerebbe attraverso una pratica burocratica più complessa,
ma soprattutto verrebbero posti limiti massimi di spesa di 82,7
milioni di euro per il 2008,
185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.
Ipotizzando che queste cifre coprano le minori entrate misurate
come differenza tra le detrazioni al 36% e quelle al 55%, la
somma prevista per il 2008 coprirebbe solo un quarto degli interventi
effettuati. E'
evidente che un simile provvedimento presterebbe il fianco a
una
valanga di ricorsi per cui probabilmente verrà rivisto. Rimane comunque
il fatto che gli stanziamenti per il triennio 2008-10 garantirebbero
meno della metà degli interventi nell'ipotesi di una crescita
contenuta del programma. E tutto questo mentre oggi a Poznan si apre
la 14a Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
e si apre il mese decisivo per le scelte europee sul pacchetto 2020.
L'Italia si presenta a questi appuntamenti criticando gli impegni da
assumere e contemporaneamente smantellando alcuni dei provvedimenti più innovativi
di riduzione delle emissioni di CO2, con l'attacco alle detrazioni
fiscali seguito a quello alla certificazione energetica degli
edifici. Mentre
Francia, Germania e Gran Bretagna, ad esempio, rafforzano il
pacchetto anticrisi proprio con misure a favore dell'efficienza energetica
nell'edilizia.
Comunque, considerati i vasti interessi toccati - cittadini,
piccole imprese, industrie dell'efficienza e, vista l'assurdità di una
manovra retroattiva è presumibile che contro questo provvedimento
si scatenerà una
forte reazione.>>
Gianni Silvestrini 1 dicembre 2008
fonte: http://qualenergia.it:80/view.php?id=50&contenuto=Editoriale


