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Rapporto
sulla conduzione degli impianti termici (Un esempio concreto)
Vogliamo qui presentare i risultati "concreti" ottenuti dalla conduzione di alcuni impianti termici relativi ai due condomini che chiameremo A1 e A2.
Presa
in carico degli impianti e passaggio di consegne
Stato di fatto alla presa in carico:
- Il passaggio di consegne avviene nei primi giorni di gennaio 2007.
- L'unico documento disponibile risulta essere lo schema dell'impianto ricevuto dall'Amministratore
- Non esistono informazioni in merito alla descrizione del funzionamento del sistema di regolazione (regolatore Honeywell)
- i libretti delle centrali termiche non risultano consegnati del precedente conduttore.
Schema tecnico caldaie multiple:
Problematiche
di gestione degli impianti
Sulla base della situazione sopra esposta procediamo all'analisi del sistema in oggetto esponendo di seguito il risultato dell'analisi effettuata sugli impianti in oggetto:
- L'attuale gestione degli impianti prevede il funzionamento
anche notturno dell'impianto di riscaldamento (a regime ridotto) per garantire
la disponibilità di acqua calda sanitaria alla temperatura voluta. Questo
tipo di gestione evidenzia i seguenti inconvenienti:
- superamento dell'orario di funzionamento massimo consentito dalle vigenti normative (14 ore/gg)
- temperature notturne eccessive negli appartamenti
- consumo superiore alla media di gas metano ed energia elettrica
- Le caldaie di norma funzionano ad un livello di temperatura d'esercizio superiore a 55°C. Al di sotto di questa temperatura di esercizio si creano all'interno della caldaia problemi di condensazione dei fumi che possono corrodere in breve tempo gli elementi della caldaia.
- La "marcia notturna" o in "mezza stagione" è causa di alte temperature negli appartamenti durante le ore notturne.
- L'impianto è stato verificato con il costruttore delle caldaie stesse che ha verificato il corretto collegamento delle stesse all'impianto (tubo equilibratore); il nostro termotecnico ha contestualmente effettuato una verifica generale dell'impianto confermando la necessità di sostituire il tubo equilibratore in quanto "corrotto".
- Nei periodi di maggior consumo di acqua calda sanitaria (mattino dalle 7 alle 8, dalle 13 alle 14 e la sera) il sistema, per compensare la riduzione di temperatura della stessa, blocca il funzionamento della pompa di circolazione del riscaldamento causando ritardo nell'entrata a regime dell'impianto stesso.
- A seguito verifica il boiler per l'acqua calda sanitaria è risultato essere stato istallato dal lato ritorno (freddo) anziché dal lato mandata (caldo) acqua di riscaldamento come invece evidenziato nello schema di progetto ricevuto. E' stato pertanto modificato il collegamento (solo impianto A1) della pompa di alimentazione del serpentino del boiler acqua sanitaria (da ritorno impianto a mandata impianto) come indicato nello schema stesso.
- La pompa collegata all'ampianto A1 è risultata essere di caratteristiche inferiori rispetto a quelle necessarie definite e richieste dal costruttore degli impianti. A seguito verifica si è scoperto che tale pompa era stata installata a seguito sostituzione (ottobre 2005) della pompa precedente nell'impianto del fabbricato A1. Si è quindi proceduto alla sostituzione con pompa avente caratteristiche idonee a quanto richiesto dal costruttore dell'impianto ("prevalenze minori in funzione delle portate previste").
- E' stata effettuata la pulizia del serpentino dello scambiatore di calore acqua sanitaria (fabbricato A1) e sono state sostituite alcune "valvole di non ritorno" inquanto incrostate e/o non funzionanti.
Schema
impiantistica
Di seguito riportiamo lo schema dell'impianto originale
... e lo schema da noi utilizzato per le verifiche termotecniche e i relativi interventi
Messa
in sicurezza e primi interventi sugli impianti (Fase 1)
Condominio A1
- La conduzione dell'impianto termico del fabbricato A1 è stata modificata per consentire la regolazione della temperatura dell'acqua di mandata all'impianto di riscaldamento, anche a valori inferiori ai 50°C, tramite l'inserimento di una valvola di regolazione a tre vie e la sostituzione del regolatore elettronico. Questo intervento ha consentito una gestione efficiente dell'impianto garantendo condizioni di temperatura negli appartamenti in linea con le normative ed acqua calda sanitaria sempre disponibile come illustrato dai grafici di temperatura giornalieri.
- L'impianto viene gestito ora a distanza attraverso apposito sistema di telegestione remota in grado di rilevare avarie, malfunzionamenti, irregolarità.
- Permangono problemi di scompensi sull'impianto (aria nei termosifoni degli ultimi piani) che possono essere causati dalla posizione attuale del vaso di espansione che non garantisce un sufficiente battente di acqua rispetto al livello dei radiatori posti all'ultimo piano (mansarde) che dovrebbe essere quindi posto ad un'altezza di almeno 3-5 metri rispetto all'attuale al di sotto dei 2 metri.
Condominio A2
- La conduzione dell'impianto termico del fabbricato A2 è stata inizialmente modificata inserendo un temporizzatore per la fermata delle pompe primarie durante la notte. Ciò ha consentito di evitare il funzionamento notturno ma non ha eliminato il problema della bassa temperatura durante le prime ore del mattino.
- Successivamente è stato istallato un nuovo regolatore (come quello del fabbricato A1), che ha consentito una migliore regolazione della temperatura ed ha evitato la marcia intermittente delle pompe necessaria in precedenza per garantire la priorità del sanitario.
Termoregolazione,
telecontrollo e curva
di conpensazione
Le centraline di termoregolazione attualmente in installazione sugli impianti trattati sono in grado di pilotare l'impianto in funzione dei seguenti parametri principali:
- Temperatura esterna
- Temperatura ambiente
- Temperatura di mandata
Il regolatore determina il valore di riferimento della temperatura di mandata, basandosi sulla temperatura esterna e lo confronta col valore misurato (regolazione climatica). Oppure il valore della temperatura ambiente viene confrontato col set-point (regolazione termostatica). In entrambi i casi l'azione correttiva sulla potenza resa dall'impianto nasce dal confronto delle due diverse grandezze. L'azione della valvola a tre vie (miscelatrice) permette di avere una portata d'acqua costante, ma di variare la temperatura di mandata.
Trasmissione dati Telegestione
Per assicurare che nel funzionamento climatico la caldaia sia sempre in grado di soddisfare la richiesta di calore dalle utenze e' necessario introdurre un valore di incremento della massima temperatura richiesta e quindi un aumento della curva di regolazione. I limiti di massima e minima intervengono sul calcolo della temperatura di funzionamento della caldaia. Quando la temperatura della caldaia raggiunge uno dei valori di limite viene mantenuta costante a quel valore (il regolatore non segue più la massima temperatura richiesta).
CURVA DI REGOLAZIONE

C = correzione origine curva
T°m = temperatura mandata richiesta
T°mp = temperatura di mandata invernale di progetto T°ep
= temperatura esterna invernale di progetto T°mmax = limite
massimo della mandata invernale T°mmin = limite minimo della
mandata invernale
t°e = temperatura esterna
Il regolatore deve essere configurato in funzione del tipo di impianto regolato (radiatori, pannelli, convettori). La temperatura di mandata richiesta dal regolatore viene modificata in funzione di quella esterna e della curva di regolazione riscaldamento. Il regolatore confronta il valore reale della temperatura di mandata con quella corrispondente alla curva e per uno scostamento comanda, con comportamento PI (banda proporzionale Bp e tempo integrale "ti" impostati), la valvola motorizzata per annullarlo. La curva di regolazione del riscaldamento, riferita ad una temperatura ambiente voluta di 20 °C, e' definita da: o temperatura esterna di progetto (usata per il calcolo delle dispersioni invernali dell'edificio), dipende dalla zona climatica di ubicazione dell'edificio. o temperatura di mandata di progetto, usata per il dimensionamento dell'impianto (Es: radiatori = 70°C, ventilconvettori = 80 °C, pannelli = 40 °C). o origine della curva di riscaldamento (= temperatura di mandata invernale con temperatura esterna di 20 °C). La temperatura di mandata richiesta dal regolatore dipende anche dal valore della temperatura ambiente voluta dal regime di funzionamento . Il punto di origine convenzionale della curva di riscaldamento (+ 20 °C di mandata a + 20 °C esterni) può essere modificata da un incremento dalla temperatura di mandata (max. + 40 °C).
Relazione
ai condomini: Proposte risolutive (Fase 2)
In relazione a quanto sopra esposto gli interventi possibili e suggeriti sono i seguenti:
- Modifica dell'allacciamento delle caldaie al tubo equilibratore come da specifica fornitore caldaie.
- Ristrutturazione dell'attuale sistema a vaso aperto posizionandolo ad una altezza adeguata.
- Modifica del sistema di espansione a vaso chiuso (uno per ogni impianto). I vasi di espansione che si propongono mantengono costante la pressione all'interno dell'impianto entro valori dello 0,1% per cui il sistema garantisce maggior robustezza e resistenza alle rotture provacate dall'aumento e/o dalla variazioni della pressione.
- Sostituzione valvole su termosifoni del 6° e 5° piano per consentire lo sfiato di eventuale aria nei termosifoni. Gli interventi proposti dovrebbero essere realizzati secondo gli schemi allegati (1703-1 a ) con vaso di espansione a circuito aperto (1703 l.b) con vasi di espansione a circuito chiuso.
- Si suggerisce infine una bonifica (pulizia) dell'impianto per eliminare incrostazioni/residui vari che migliorerebbero il funzionamento e il rendimento dell'impianto.


