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Rifasamento
Impianti Elettrici
Si
definisce "rifasamento" qualsiasi
provvedimento inteso ad aumentare (o come si dice comunemente a "migliorare")
il fattore di potenza (cos f) di un dato carico, allo scopo di ridurre,
a pari potenza attiva assorbita, il valore della corrente che circola
nell'impianto. Lo scopo del rifasamento è soprattutto quello di
diminuire le perdite d'energia e di ridurre l'assorbimento di potenza
"apparente" proporzionalmente ai macchinari e alle linee esistenti
in un sito industriale. Il rifasamento degli impianti ha acquistato importanza
poiché l’ente
distributore dell’energia elettrica ha imposto clausole contrattuali
attraverso i provvedimenti tariffari del CIP (n° 12/1984 e n° 26/1989)
che obbligano l’utente a rifasare il proprio impianto pena il
pagamento di una penale.
Il rifasamento dell'impianto elettrico industriale
correttamente dimensionato rappresenta l'intervento
tecnologico a più basso
tempo di pay-back. Generalmente, il rifasamento di un impianto produttivo
si ripaga in pochi mesi. Nei circuiti con particolari utilizzatori come
le lampade a filamento, gli scaldacqua, certi tipi di forni, la potenza
apparente assorbita è tutta potenza attiva. Nei circuiti con utilizzatori
che hanno al loro interno avvolgimenti come i motori, le saldatrici,
gli alimentatori delle lampade fluorescenti, i trasformatori, una parte
della potenza apparente assorbita viene impegnata per eccitare i circuiti
magnetici e non è quindi impiegata come potenza attiva ma come
potenza generalmente chiamata potenza reattiva.
Il rifasamento elettrico - aspetti teorici e presupposti tecnici
Nelle utenze industriali, la maggior parte dei carichi è costituita da motori e trasformatori che generano un campo magnetico, che "sfasa" tensione e corrente causando la produzione di energia reattiva (espressa in kVarh). La sola potenza "utile" (in grado, cioè, di trasformare l'energia elettrica in lavoro meccanico) è quella attiva. La potenza reattiva, non solo non può essere trasformata in lavoro meccanico, ma causa anche il transito in rete di corrente induttiva. Questa corrente induttiva causa una diminuzione della capacità di trasporto di energia "utile" da parte del cavo, in quanto (se assimiliamo il cavo elettrico ad un ipotetico tubo) la sua presenza "ruba" spazio ad una certa quantità di energia attiva. La potenza reattiva induttiva, quindi, costituisce un carico supplementare per i generatori, i trasformatori e le linee di trasporto e distribuzione, impegnando il fornitore di energia a sovradimensionare i propri generatori a scapito del rendimento e provocando altresì una maggiore caduta di tensione in linea, che si traduce in ulteriori perdite di potenza attiva. Per ovviare a questo problema si inseriscono in parallelo ai motori delle batterie di condensatori (carichi capacitivi) che contrastano l'effetto dei carichi induttivi, tendendo a riportare in "fase" tensione e corrente. Proprio per questo motivo tale operazione viene detta "rifasamento".
Cos'è il "fattore di potenza" ?
Il fattore di potenza (cosf) equivale al rapporto tra la potenza attiva (P) e la potenza apparente (S). Un fattore di potenza di valore unitario significa che la potenza apparente corrisponde alla potenza attiva e la potenza reattiva è nulla. Poiché la potenza reattiva è sempre indesiderata, un valore di fattore di potenza è tanto più indesiderato quanto si abbassa da uno.
Quando rifasare ?
Per gli impianti in bassa tensione e con potenza impegnata maggiore di 15kW:
- Quando il fattore di potenza medio mensile è inferiore a 0,7 l’utente è obbligato a rifasare l’impianto
- Quando il fattore di potenza medio mensile è compreso tra 0,7 e 0,9 non c’è l’obbligo di rifasare l’impianto ma l’utente paga una penale per l’energia reattiva
- Quando il fattore di potenza medio mensile è superiore a 0,9 non c’è l’obbligo di rifasare l’impianto e non si paga nessuna quota d’energia reattiva.
L’utente è quindi sollecitato a rifasare almeno fino ad un fattore di potenza = 0,9.
Quali oneri comporta il non corretto rifasamento dell'impianto elettrico ?
A seguito di specifiche delibere dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas, dal 01/01/02 gli utenti elettrici a mercato libero ed a mercato vincolato sono stati completamente equiparati dal punto di vista del costo del servizio di trasporto, ciò comporta che anche l'utente a mercato libero - che negli anni precedenti non veniva imputato di oneri per mancato rifasamento - dall'inizio del 2002 ritrova una voce di costo che può essere significativa, in rapporto al costo complessivo dell'utenza elettrica. Un'utenza non rifasata correttamente o completamente, quindi, può generare oneri per mancato rifasamento fino a migliaia di Euro al mese. l'nserendo nell’impianto elettrico di un buon impianto di rifasamento, si ammortizza in un tempo che raramente supera l’anno.
Ulteriori problematiche
Altre problematiche causate da un impianto non correttamente rifasato altrettanto significative per l'intero sistema elettrico sono:
- Elevate perdite di potenza nella trasmissione delle linee elettriche
- Elevate cadute di tensione
- Sovradimensionamento degli impianti di generazione, trasporto e trasformazione.
Quali sono i vantacci del rifasamento ?
- minimizzazione dei costi in bolletta per indebito assorbimento di energia reattiva dalla rete pubblica
- aumento della potenza dell'impianto
- miglioramento della tensione
- riduzione delle perdite
- risparmio sulla fattura dell'elettricità
- ottimizzazione della gestione dell’impianto elettrico
- diminuzione del rischio di caduta elettrica
- risparmio sulla sostituzione dei conduttori di energia per allungamento della loro vita media, in quanto rifasando l’impianto si riduce la corrente circolante nei cavi.


