:: Progetti per il Rinnovabile / Central Receiver System
Solare
termodinamico: CRS (Central Receiver System)
CRS (Central Receiver System): l'impianto è costituito da numerosi specchi, detti eliostati, che concentrano la radiazione in uno stesso punto. Il ricevitore si trova in cima ad una torre (da cui il nome “torri solari”) ed al suo interno viene fatto scorrere il fluido primario che assorbe il calore.
Come nel caso precedente c'è uno scambiatore secondario (generalmente acqua) collegato al gruppo turbina-alternatore che trasforma l'energia termica in elettrica. Questi sono gli impianti che lavorano alle più alte temperature. Le perdite energetiche più importanti sono dovute a perdite ottiche e perdite collegate al calore radiante.
Recentemente è stata inaugurata in Spagna una tra le più grandi centrali a concentrazione solare che utilizza, come per il progetto “Archimede”, la tecnologia del solare termodinamico, secondo la tipologia delle torri solari (o CRS Central Receiver System). Questa centrale è il primo impianto solare di potenza commerciale e sorge a Sanlucar la Mayor, nella regione andalusa del sud della Spagna.
Si tratta di un impianto, costruito a ovest di Siviglia (a 25 km), con una potenza di picco di 11 MWe, che genererà 24.3 GWh/'anno. Ci sono voluti 5 anni per costruirla, i lavori iniziati nel 2001 sono terminati a fine 2005.
Questo grande impianto solare conosciuto con il nome di PS10 produrrà elettricità grazie a 624 grandi specchi (eliostati) dotati di un sistema a inseguimento solare. Ogni specchio (con geometria sferica) ha una superficie di 120 m2 capace di concentrare i raggi solari su una torre alta 115 metri, dove sono situati il ricevitore solare, il serbatoio e la turbina. La turbina fa funzionare un generatore che produrrà energia elettrica, e soddisferà la richiesta di circa 6.000 abitazioni. Si prevede che questo impianto, da solo, riuscirà a ridurre l'emissione di CO2 di 18.000 tonnellate l'anno.
La costruzione del PS10 rientra in un progetto molto più ampio,
infatti, è il primo di una serie di impianti ad energia solare
che saranno costruiti nella stessa zona, che sarà nota come la "Piattaforma
Solare di Sanlucar la Mayor" (PSSM) e che prevede di raggiungere
nel 2013 un totale di 300 MWe (occupanti un'area di 700 ha)
attraverso l'uso di varie tecnologie solari; in particolare
si prevede la realizzazione
di:
impianto PV a Siviglia (1.2 MWp)
PS10 (10 MWe)
2 impianti a torre solare da 20 MWe
5 impianti termoelettrici (utilizzanti la tecnologie delle
torri e dei concentratori parabolici lineari)
impianto PV da 2 MWp
Il secondo impianto già pronto per entrare in esercizio è quello PV a Siviglia (da 1.2 MWp) che è composto da 150 concentratori solari a V (a basso livello di concentrazione) inseguenti il sole su 2 assi. Ogni modulo ha una superficie di 80 m2 e produrranno 2300000 kWh/anno.
La "Piattaforma Solare di Sanlucar la Mayor", quando sarà completatato nel 2013, produrrà abbastanza energia da coprire i consumi di circa 180.000 abitazioni, che corrisponde al fabbisogno di energia della città di Siviglia, con una riduzione di CO2 di circa 600.000 tonnellate/anno.
Il progetto PS10 è stato realizzato dalla Solucar Energia s.a.
e l'investistimento totale per la sua costruzione ammonta a 35 milioni
di euro, (corrispondenti ad un costo di 3500 Euro/kWp) con un coofinanziamento
di 5 milioni ottenuti dal programma europeo “Fifth Framework Programme
for research” che finanzia con i fondi dell'Unione Europea i progetti
di innovazione tecnologica.
La fattibilità economica dell'impianto PS10 è supportata
dalla legislazione spagnola che incentiva la produzione elettrica
con una tariffa extra di 0,18€/kWh oltre il prezzo di
mercato dell'energia elettrica in quanto il prezzo di vendita
dell'elettricità termo-solare è di circa 0,21 €/kWh.
Le normative sulle rinnovabili in Spagna sono state stabilite
con decreto reale 436/2004 e successive disposizioni.
“Queste nuove tecnologie danno all'Europa la possibilità di
contrastare i cambiamenti climatici e incrementare l'energia
pulita, allo stesso tempo aumentano la capacità del
settore industriale europeo di essere più competivo,
generando lavoro e sviluppo” ha detto Andris Piebalgs
Commissario per l'energia.




